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"Il culo del piccione"
Parco Regionale dei Colli Euganei
"Ventennale del Parco Regionale dei Colli Euganei"
4,5 luglio 2009, ore 10.00 - 18.00 sul Monte Gnoccozzo
(Colli Euganei)
Autore: Enrico Unterholzner
iniziativa promossa dall'associazione
Fantalica
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una presenza da eliminare?
un’opportunità anticrisi per creare sviluppo?
una bellezza tutta da scoprire?
“Il piccione: il flagello dei monumenti”
mostra fotografica su un'arma impropria
ironia, un sottile delirio ben calibrato,
fotografie sorprendenti ricavate da un soggetto poco nobile per
antonomasia
La realtà è un poliedro privo di confini, esiste sempre una nuova
faccia attraverso la quale immaginare un punto di vista per osservarla e
reinterpretarla.
Ci si può affacciare alla finestra, guardare cosa succede in una
piazza e capire molte cose, qualche volta più che leggendo un
quotidiano.
Si può, scivolare con l’occhio attraverso il culo di un piccione e
scoprire prospettive inedite. Il piccione è un uccello, goffo, un po’
ridicolo, che rilascia una percezione di scarsa pulizia, indifferente
fino al parossismo a qualsiasi canone estetico e che, come se non
bastasse, ha il vizio di rilasciare su patrimoni inestimabili una cremina particolarmente corrosiva.
Il suo culo, ovvero il baricentro ideale della parte meno nobile, ci
prenderà per mano raccontandosi e rivelando una personalità che ha una
sua estetica. Ci
spingerà a rotolarsi fra bello e brutto, fino a quando gli opposti si
fonderanno in un unicum. Ci dirà che corrodere monumenti è un po' come
fare la guerra: nuovi spazi per una ricostruzione, prezioso ossigeno nei
meccanismi perversi dell’economia umana.
Sarà molto preciso nel puntualizzare che spesso la mediocrità, la
sciattezza se installati in uno spirito di consistente praticità,
possono costituire una forza vincente nella lotta della sopravvivenza.
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"l'arte nel suo
uovo" uovo
La mostra sarà abbinata ad una visita naturalistica!
Le pendici del Monte Gnoccozzo, ufficialmente "Spinefrasse",
rappresentano un interessante ambiente naturalistico dove vegetazione
residua dell'era glaciale si mischia alla macchia mediterranea, che
trova una ecosistema particolarmente favorevole: corbezzoli, fichi
d'india, cisti, querce disegnano un continuo saliscendi botanico. La
zona è quella del Monte Ceva.
Abbigliamento adatto: il cammino non presenta
particolari difficoltà, però si tratta sempre di un sentiero montano. Si
suggerisce quindi di indossare scarponcini o scarpe da ginnastica con
una suola adeguata.
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Visita naturalistica e botanica e visita alla mostra
E' possibile sia usufruire della visita naturalistica
e botanica (circa 20 minuti e gratuita), sia della visita guidata alla
mostra fotografica (su prenotazione e a pagamento).
La visita naturalistica e botanica comprende l'accompagnamento del gruppo a partire da
circa 20 minuti di camminata dalla mostra. Nel cammino verranno
descritte le particolarità botaniche della zona. Si raggiunge quindi
l'area di esposizione dove comincerà la visita alla mostra, si potranno ammirare le opere e verranno
approfonditi i contenuti concettuali.
Nell'esposizione saranno presenti testi dell'autore stesso
vai
La durata complessiva, mostra e visita naturalistica, è di circa 40 minuti.
La visita naturalistica e botanica è gratuita e
offerta dal Parco Regionale dei Colli Euganei, la visita guidata alla
mostra fotografica, su prenotazione, ha un costo di euro 9,00 (7,00 per
gruppi di almeno 4 persone, le persone sotto i 15 anni non pagano). Si
consiglia di usufruire della visita guidata per
capire i significati dell’esposizione.
In ogni caso l’ingresso
all’area è libero . Per motivi organizzativi Vi saremmo grati
se comunicaste la vostra presenza anche se non
intendete usufruire della visita alla mostra
telefonando allo 0492104096 oppure inviando un email a
valentina@artalica.it
Altre informazioni
sul percorso (a piedi ed in auto)(file pdf);
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Cosa offre la mostra "Il culo del piccione"?
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Una mostra di qualità, ironica, ricca di stimoli per riflettere
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Una visita guidata in cui si abbina arte e botanica;
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L'occasione per un escursione in una bella zona dei colli
euganei
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Alcune sorprese
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Un assaggio sulle foto e sui testi
vai
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La genesi dell'idea
l “Culo del piccione” è una mostra
fotografica che rappresenta il piccione visto
principalmente da dietro, in molte delle sue
rappresentazioni possibili. L’idea nasce da un’intenzione
iniziale di esplorare la solidità del confine fra ciò che
banalmente viene definito bello e ciò che viene ritenuto brutto.
Lo spunto del piccione si è sviluppato contestualmente a quando
è si è discusso a più riprese sui giornali della “guerra” al
piccione intrapresa dal sindaco di Venezia Cacciari. L’uccello è
stata elevato, più o meno giustamente, a minaccia del patrimonio
artistico di Venezia.
Il “Culo del piccione” è
diventato nella mia mente un fulcro ideale dove sviluppare la mia
esplorazione per una serie di ragioni. E’ innanzitutto la parte da cui
fuoriesce la temibile arma chimica destinata a devastare opere d’arte e
quindi dissolvere capitali di straordinaria entità, è comunemente
ritenuta la parte meno nobile del corpo di un animale, è innestato in un
uccello piuttosto goffo e ridicolo chiamato spesso “il topo volante”,
già vecchio e vagamente disfatto fin dalla tenera età.
Ho ritenuto che sia
stimolante provare a cercare sia una bellezza in questo concentrato di
simboli di negatività sia, aiutandomi con le fotografie, dei
collegamenti fra l’immaginario negativo che accompagna l’animale e
riflessi che contengono invece risvolti positivi. Il “Culo
del piccione” diventa una sorgente da cui sgorgano fughe di pensiero,
questa volta inoffensive per i beni culturali.
Nella mia mente la mostra “Il culo del
piccione” ha subito trovato la sua proiezione sul “Monte Gnoccozzo” che
è inequivocabilmente, inevitabilmente il suo uovo. Il “Monte Gnoccozzo”
è un colle molto interessante da un punto di vista naturalistico e
paesaggistico dei colli euganei, posto in prossimità del Monte Ceva. Il
suo nome ufficiale è un altro ma ciò che conta è che rappresenta un
certo tipo di operazione concettuale posta in essere dal sottoscritto e
dal compagno di avventure intellettuali: Alberto Ortigara.
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