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La
Repubblica delle donne: Parmio,
personaggio nato da una penna vibrante e
delicata, dedica ogni sforzo a una trottola di
legno colorata...
Film Tv: una delicata miniatura
in bilico tra il quotidiano e il surreale, la
routine e l'alienazione, il giubilo e
l'ossessione
Lankelot.eu: All’individuo
sciocco la vita sembra in mano al caso, ma in
realtà è precisa come un orologio e attendibile
come un grosso oracolo.
Il Mattino di Padova: quello
che interessa ad Unterholzner sembra essere il
meccanismo, la capacità cioè di costruire mondi
a partire da segni per poi fissarli in modo che
diano stabilità di fronte alla vita.
Lo stagno delle Gambusie,
romanzo pubblicato a fine 2009 da Meridiano Zero |
L'irreprensibile informatico
Geremia ha una doppia vita, quella pubblica e
quella privata: al lavoro è puntuale, schivo e
scrupoloso, tra le mura amiche del suo
appartamento e durante le fugaci escursioni al
parco dà invece libero sfogo alla sua
immaginazione e al suo temperamento fantasioso.
Geremia si trasforma allora in Parmio,
cerimoniere di riti segreti compiuti in presenza
delle adorate creature Silfantea e Pamella,
compagne di giochi domestici che celano
significati divinatori. Un teatro intimo in cui
si giocano le sorti delle loro vite.
Lo stagno delle gambusie è una delicata
miniatura in bilico tra il quotidiano e il
surreale, la routine e l'alienazione, il giubilo
e l'ossessione. Scandite in 17 capitoli, le sue
155 pagine sbozzano il ritratto di un uomo di
mezza età scisso tra corpo e mente: la massa
corpulenta di Geremia (centosette chili)
contrasta col carattere etereo di Parmio, avatar
bonario in cui l'irreprensibile informatico di
un'azienda di prodotti alimentari si identifica
non appena varcata la soglia di casa. La burbera
riservatezza dell'impiegato trascolora nella
premurosa amorevolezza del cerimoniere domestico
che ricopre di mille attenzioni le preziose
Silfantea e Pamella e che si dedica con slancio
a riti ludici portatori di segnali divini.
Quella vissuta da Geremia è una separazione così
profonda e discriminante da dividere nettamente
il mondo in due: "Due linee irregolari avevano
preso a muoversi e allungarsi fino a ritrovare
ciascuna il suo inizio. Avevano formato due
spazi. Uno conteneva le banalità terrene, i
vincoli quotidiani, la volgarità degli uomini, i
gatti, le mamme; l'altra lo spirito, il pensiero
etereo, le rondini, le gambusie". Nella sfera
intima della sua esistenza tutto cambia, tutto
palpita: il linguaggio si carica di sfumature
carezzevoli e icastiche, i giochi di matrice
infantile prendono la lettera maiuscola del
rito, i sensi si acuiscono fino a diventare
rivelatori di vita. Ma è pur sempre un mondo in
equilibrio precario e costretto a difendersi
dalle insidie esterne, pericoli imminenti che
trapelano dall'eventuale fallimento di una delle
sacralità. Unterholzner padroneggia egregiamente
la materia che manipola, organizzandola secondo
un disegno compositivo di grande sicurezza:
linearità cronologica fino al quinto capitolo e
poi frequenti salti all'indietro nel passato di
Geremia (ai più importanti dei quali sono
consacrati intere sezioni). Punteggiato da
misurate ellissi, lo zigzag è tuttavia condotto
senza strappi e produce un effetto di
temporalità frequentativa, ciclica, come se le
svolte e le rivelazioni collocate nel tempo si
disponessero naturalmente in un percorso
ineluttabile, iscritto da sempre nella logica
delle cose. Un fluire ininterrotto e
interiorizzato che, sfiorando la dimensione
atemporale della fiaba, fa della reiterazione il
sigillo sacro sulla realtà: "Contando le
ripetizioni si era accorto che la verità si
consolidava sorprendentemente alla quinta
ripetizione". Il punto di vista del romanzo
entra ed esce di continuo dalla testa del
protagonista. La narrazione in terza persona
rende questo movimento morbido e quasi
impalpabile, riproducendo per via stilistica le
distorsioni ottiche e sensoriali di Geremia/Parmio,
che soprattutto nella seconda metà del libro,
complici le generose aspersioni di ammoniaca e
aceto, sprofonda in un vortice dalle parvenze
allucinatorie. Ed è qui che Lo stagno delle
gambusie deflette dalle atmosfere gioconde della
prima parte per assumere sfumature di stampo
quasi fantascientifico. Vite rimaste congelate
in qualche parte dell'universo, il vuoto
assoluto che apre un varco tra il nulla e
l'esistere, il pensiero che crea luce, forma e
sostanza: per un momento si ha l'impressione che
Calvino e Buzzati incontrino Gibson e Dick in
una scrittura che non è né morale né amorale,
ma, più volubilmente, umorale.
Alessandro Baratti in Cinema da Denuncia
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Dietro l'angolo
Attualmente è in fase di rifinitura il prossimo
romanzo dal titolo provvisorio. "U e i
confini dell'immaginabile". Si
tratta di un progetto letterario che ruota
attorno a una teoria sui sogni, assolutamente
non verificabile nella realtà, ma che riesce a
creare attorno a se un mondo paradossalmente
credibile. I protagonisti sono affetti da vizi non ancora
annoverati nel mondo conosciuto, come per
esempio voler costringere le carpe a esibirsi in
salti stupefacenti. |
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Il culo del piccione
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Mostra fotografica su un’arma impropria
Una presenza da eliminare?
Un’opportunità per creare sviluppo?
Una bellezza tutta da scoprire?
Sicuramente un punto di vista
strategico, comodo per osservare le
bizzarrie del nostro mondo moderno.
vai
alla pagina dedicata
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La realtà è un
poliedro privo di confini, esiste sempre
un nuova faccia attraverso il quale
reinterpretarla. Si può anche scivolare
con l’occhio attraverso il culo di un
piccione e scoprire prospettive inedite.
Il proprietario è un uccello, goffo, un
po’ ridicolo, che rilascia una
percezione di scarsa pulizia,
indifferente fino al parossismo a
qualsiasi canone estetico, determinato a
spargere in luoghi inopportuni una
cremina particolarmente corrosiva.
Eppure il suo culo sarà capace di
prenderci per mano raccontandosi e
rivelandosi nel suo splendore. Ci
spingerà a rotolarsi fra bello e brutto,
fino a quando gli opposti si fonderanno
in un unicum. Ci dirà che corrodere
monumenti è un po' come fare la guerra:
nuovi spazi per una ricostruzione,
prezioso ossigeno nei meccanismi
perversi dell’economia umana. Sarà
molto preciso nel puntualizzare che
spesso la mediocrità, la sciattezza, se
installati in uno spirito di consistente
praticità, possono costituire una forza
vincente nella lotta della
sopravvivenza. Altre info
VAI
(nella configurazione della mostra sui
colli Euganei)
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Le esposizioni:
Torino: "Il
culo del piccione" diventa spunto di riflessione
in ambito animalista. Dal 19 giugno al 30 luglio
2010 in diverse location: Cascina Roccafranca,
via Rubino 45 Torino; via Rocciamelone 12/e
Torino, presso la sede della LAV,
organizzatrice dell'evento.
Parco dei colli
euganei: un'esperienza
assolutamente unica. In collaborazione con l'Ente
Parco, si allestisce la mostra lungo un
sentiero sul Monte Gnoccozzo (zona Battaglia
Terme), con la possibilità di usufruire di una
doppia visita guidata: botanica e artistica.
VAI
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Arrivi dalla città
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Una raccolta di
reinterpretazioni di contesti urbani
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In questa mostra Heini cattura
immagini dal teatro dello sviluppo urbano e le
sottopone a un sorprendente processo di
distillazione che porta alla luce la pura essenza di
emozioni.
L'evento "Una Padova sognata",
iniziativa cittadina organizzata dall'associazione
Fantalica con il supporto del comune di Padova nel
settembre 2005 è il vero lancio di questo progetto,
che poi trova la sua maturazione negli anni
successivi.
Le fotografie delle opere si trovano nella
galleria, cliccando su
"Arrivi dalla città".
Dati tecnici
sintetici: la mostra comprende circa 20
opere.
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